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Palazzo Ferrari-De Riso
Denominato in alcuni documenti del '700 come palazzo "il Salvatore"

per la vicinanza alla sud­detta chiesetta, ha un portale molto ampio e, rispetto ad altri, più imponente; è caratterizzato da bugne specchiate alternate a bugne a punta di diamante con particolari decori a "ricciolo" che rappresentano per la città, nelle caratteristi che formali, elementi di spicco.

La chiave di volta decorata da motivi acantiformi reca una data poco leggibile corrispondente, pre­sumibilmente, all'anno di costruzione dell'edi­fìcio. Ai lati del portale, al di sotto dell'intonaco, sono visibili tracce di altri elementi decorativi. Il palazzo Ferrari-De Riso rispecchia in pieno i rifacimenti subiti nel XVIII secolo, allorquando la struttura tardo cinquecentesca riportò seri danni a causa dei terremoti del 1638 e del 1744. Quest'ultimo in particolare, di notevole entità, causò non pochi problemi alla zona. A tale epoca risalgono gli elementi decorativi in stuc­co presenti in facciata, nonché le mensole e le soglie dei balconi scolpite in calcarenite.

L'importanza architettonica dell'edifìcio si riscontra soprattutto nella corte che richiama la produzione architettonica legata al gusto napo­letano della prima metà del Settecento. Stimolata in città dalla nobile committenza loca­le, si diffuse ben presto in molti esempi, che ebbero a modello i moduli barocchi e tardo barocchi e che adottarono in particolare le scali­nate quali strutture aperte e scenografiche fra corte e giardino. La corte di palazzo Ferrari-De Riso è caratteriz­zata da una scalinata che riprende i caratteri compositivi e formali delle strutture create da Ferdinando Sanfelice a Napoli (in particolare quella di palazzo Sanfelice costruita nel 1728) e da una pavimentazione ad acciottolato, in pie­tre di fiume, chiusa da riquadri con fasce costi­tuite da basole di pietra locale. Nell'800, a causa di motivi ereditari, parte del palazzo è stata suddivisa in varie unità abitative alle quali si assicurò l'accesso attraverso la costruzione di un ballatoio, posto sul lato ovest della corte, rea­lizzato in ghisa e proveniente da ferriere napo­letane. Tale struttura, come si evince dalla data incisa su una delle colonne, risale al 1869.

Fonte del Testo: sito comunale di Catanzaro

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